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Taranto riparte dall'off-shore. Grazie alla Tecnomec Engineering tornano i gloriosi tempi dell' epoca Belleli. Un importante successo per la tecnologia pugliese.Dal mar Jonio fino al mar Caspio passando per Milano e i fiordi norvegesi. Dopo, appunto, i gloriosi tempi dell' epoca Belleli, Taranto riscopre l 'antica passione per l' off-shore, grazie all' impegno dell' ing. Carlo Maria Martino, imprenditore titolare della Tecnomec Engineering, sede legale ad Altamura e sede operativa a Taranto, che, in collaborazione con la milanese Siirtec Nigi facente capo all' ing. Adalberto Bastetti, ha contribuito al "Kazakhstan Field Development Project - Experimental Programme", costruendo moduli per piattaforme di trattamenti di gas naturali commissionati dall' Agip.
Attraverso la sintonia imprenditoriale fra le società (la Siirtec Nigi si occupa di impianti per l' industria petrolifera e gas, oltre al trattamento di raffinazione gas naturale, mentre la Tecnomec Engineering è leader ship nella progettazione, costruzione e montaggio industriale), l' impoegno dell' Ing. Basetti (Siirtec Nigi) e dello stesso ing. Martino (Tecnomec Engineering), coadiuvati dalla professionalità dei numerosi collaboratori, si è riuscita a realizzare un servizio completo e multidiscplinare: dalle fasi iniziali di ricerca, alla progettazione, dall' approvvigionamento dei materiali e dei componenti alla costruzione, dal montaggio degli impianti al successivo collaudo finale. La Tecnomec Engineering e la Siirtec Nigi, che si prropongono sul mercato internazionale come aziende leader nelle prestazioni GlobalService per la realizzazione di importanti complessi impiantistici, realizzando strutture all' avanguardia che hanno il vantaggio di poter essere facilmente mosse da un giuacimento esaurito a uno appena scoperto con estrema facilità a bordo delle così dette "barge" (navi con la sola parte galleggiante), con evidenti vantaggi rispetto alle piattaforme fisse. L' intero impianto, composto da cinque moduli (20m di lunghezza per 6m di larghezza e 13,6m di altezza, con pesi che vanno dalle 50 alle 180 tonnellate) è stato trasportato dallo stabilimento della Tecnomec Engineering al porto di Taranto. Caricato su una nave, dopo 8-10 giorni di navigazione arriverà in Norvegia, dove verrà montato su barge e trasportato (quando saranno sciolti i ghiacci invernali) nel mar Caspio, per l' avviamento definitivo del Kazakhstan Off-Shore. Si prevede l' utilizzo di una unità centrale e svariati satelliti sui quali i gas di estrazione prelevati dai siti off-shore limitrofi, vengono rigenerati e inviati alle stazioni on-shore per i trattamenti finali. La tecnomec Engineering, ha consolidato così il proprio know-how in questo genere di costruzioni, creando i presupposti per la crescita e lo sviluppo dell' intera area jonica in un settore, quello dell' off-shore appunto, da troppo tempo messo da parte. Si guarda in alto, facendo leva su alleanze importanti come quella con la Siirtec nigi, senza dimenticare le commesse in corso con Intermare Sarda (Gruppo Saipem) e lo straordinario serbatoio di risorse umane che Altamura, Bari e Taranto (stabilimenti e centri ricerca) sanno regalare.
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